
È stata inaugurata lo scorso 28 gennaio la mostra “
Roberto Sambonet - do Brasil ao design”, realizzata dall'Istituto in collaborazione con gli Enti locali, per celebrare, dopo 50 anni, il ritorno dell'opera di uno tra i più geniali designer del XX secolo. Proprio a San Paolo, infatti, Sambonet mosse i primi passi come artista e studioso, collaborando dal 1948 al 1953 con i più importanti artisti e intellettuali brasiliani, in particolare con Pietro e Lina Bo Bardi. Il centralissimo "Museu da Casa Brasileira", situato in una delle più eleganti zone della città, ospita nelle cinque maggiori sale del proprio nucleo di rappresentanza più di quattrocento pezzi tra oggetti, incisioni, acquarelli, dipinti, schizzi e bozzetti. Di particolare importanza sono i numerosi ritratti di personaggi cari alla memoria collettiva paulistana ed eseguiti con diverse tecniche, oltre alle chine relative alla serie dedicata ai malati mentali, ritratti in seguito alla ricerca effettuata presso un luogo di cura non lontano da San Paolo e riprodotti poi nei manuali di psichiatria; gli acquarelli sulla flora e fauna locale; l'indimenticabile manifesto pubblicitario sulla prima sfilata di moda a San Paolo; i minuziosi studi sulla luce e l'incidenza sulla materia lasciati in forma di schizzi e appunti di viaggio, nonchè l'ampia gamma di materiale offerto nella sezione dedicata al lavoro di designer pubblicitario svolto in Italia per la Rinascente e l'Accademia di Brera. L'allestimento, minimalista e raffinato, esalta lo stile essenziale del designer articolando il percorso espositivo in tappe concettuali non necessariamente cronologiche e idealmente riunite in luoghi fisici delimitati dalle pareti. Oltre al grande merito di aver rivoluzionato la produzione industriale di oggetti comuni trasformandola in design, in arte dell'utile e del bello, Sambonet possiede il primato di aver valorizzato le potenzialità inesplorate della cultura d'impresa, riformulando gli imballaggi e ridisegnando l'identità visuale delle piccole imprese. L'esposizione resterà aperta fino al 15 marzo 2009.