
La ricca stagione musicale della primavera coreana si apre all'insegna dell'Italia con due eventi significativi che hanno riscosso un grande consenso di pubblico: la tournee de I Musici in tutta la Corea del Sud ed il concerto tenuto dal trio di Giovanni Mirabassi a Seoul. I Musici, il celebre ensemble cameristico che vanta una storia ormai quasi sessantennale, hanno tenuto una tournee in sette città coreane con ben diciannove concerti che li hanno visti esibirsi davanti a più di trentamila spettatori. La tournée, organizzata da Arcadia in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Seoul, ha raggiunto l'apice con i due concerti presso il Seoul Arts Center, il 28 e 29 marzo scorsi. La prima serata ha visto un programma più canonico con l'esecuzione della Sonata a quattro n.1 di Rossini, del Carnevale di Venezia di Paganini e della Piccola Serenata Notturna di Mozart. Nel secondo concerto, invece, I Musici hanno preferito un repertorio più eclettico che ha spaziato da Paganini a Tchaikovsy, Da Johann Strauss a Piazzolla, dalla Czarda di Monti al jazz di Leroy Anderson, con incursioni nella musica tradizionale coreana. La seconda parte del programma di entrambe le serate ha immancabilmente previsto l'esecuzione integrale de Le quattro stagioni di Vivaldi, che il pubblico coreano ha di fatto imposto per tutta la tournee. I Musici si sono riconfermati gli interpreti autentici della musica vivaldiana con la loro sonorità (data peraltro da straordinari strumenti d'epoca, tutti rigorosamente fabbricati da liutai italiani quali Niccolo Amati, Guarneri, G.B. Guadagnini, Ceruti, Cappa) e la loro brillantezza interpretativa che coniuga e celebra appunto il Cimento dell'Armonia e dell'Invenzione. Il 4 aprile, presso la Concert Hall del Seoul Arts Center, davanti a 1700 spettatori, si è aperta la stagione jazzistica italiana in Corea con il concerto del trio di Giovanni Mirabassi, accompagnato dal bassista Gianluca Renzi e dal batterista Leon Parker. Alternando brani di piano solo con classici arrangiamenti a tre, il pianista italiano ha presentato, nella prima parte del concerto, sia brani tratti dalla tradizione popolare italiana che musiche di diversa estrazione etnica e di genere, a partire da citazioni dei cileni Inti Illimani fino all'israeliana Noa ed a classici del tango argentino. La seconda parte è stata invece dedicata a composizioni originali, tra le quali ha incantato soprattutto il brano Last minutes. Il jazz di Mirabassi ha colpito il pubblico coreano per la sua miscela di compostezza, grande essenzialità formale e, naturalmente, superba tecnica di tutti e tre i musicisti.
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