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Helsinki – 14.8.2008. L’Istituto Italiano di Cultura informa che dal 19 agosto al 21 settembre si proietterà a Helsinki la retrospettiva completa del regista Michelangelo Antonioni.
Il 30 luglio 2007 si spegne a Roma, all’etá di 94 anni, Michelangelo Antonioni. Ad un anno dalla scomparsa l’Archivio Nazionale Audiovisivi finlandese e l’Istituto Italiano di Cultura hanno voluto rendere omaggio ad uno dei grandi maestri del cinema di tutti tempi realizzando la retrospettiva completa della sua filmografia.
Antonioni aveva lavorato come critico cinematografico, sceneggiatore e aiuto regista prima di dirigere Gente del Po (1943-47), il suo primo documentario. Il passaggio al lungometraggio avviene con Cronaca di un amore (1950), un film apparentemente legato al filone neorealistico, in realtá giá proiettato verso quelli che diverrano i temi conduttori della sua poetica: il malessere del vivere, la difficoltá nella percezione del reale, il disagio dell’individuo a stabilire autentici rapporti interpersonali.
Tematiche queste che saranno il soggetto dei film successivi, da Il grido (1954), che segna l’allontanamento definitivo dal neorealismo, a L’Avventura (1960), La notte (1961), L’eclisse (1962), Deserto rosso (1964). Al centro di queste pellicole c’é una figura di donna tormentata, intrepretata dalla musa del regista, l’attrice Monica Vitti, alle prese con la “malattia dei sentimenti”, secondo le parole di Antonioni stesso.
Con la trilogia girata all’estero, Blow-up (1967), Zabriskie Point (1970) e Professione: reporter (1972) la notorietá del regista raggiunge l’apice. Memorabile il lungo piano sequenza che conclude l’ultimo film, con l’occhio della cinepresa che percorre la stanza, esce da una finestra chiusa da sbarre e rientra nell’edificio dal portone, per poi rientrare nella stanza. Testimonianza di quanto Antonioni fosse attento alla sperimentazione, alla ricerca formale, al taglio dell’immagine, al rinnovamento del linguaggio come anche dei contenuti cinematografici.
Ulteriore esempio di tale attenzione è Il Mistero di Oberwald (1980), primo film elettronico, girato con uno strumento che consentiva il cambio del colore dei fotogrammi in base all’effetto voluto. Antonioni, va ricordato, fu anche pittore. Molti suoi dipinti, in genere di piccolo formato, vennero presentati alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1983.
La grave malattia che lo colpisce a metá degli anni Ottanta lo allontana per un lungo periodo dalla macchina da presa, alla quale ritorna con l’aiuto della moglie girando una serie di documentari.
Uno dei suoi grandi estimatori, Wim Wenders, lo convince a realizzare con la sua assistenza un lungometraggio, Al di la’ delle nuvole (1994). Nel 1995 riceve il premio Oscar alla carriera. La sua ultima opera è il documentario Lo sguardo di Michelangelo (2004), del quale è anche protagonista, sul Mosè di Michelangelo.
Ferrara, sua città natale, gli ha dedicato un museo dove sono raccolti documenti, dattiloscritti, dipinti e l'archivio dei suoi lavori. La retrospettiva, promossa e sostenuta dall’Archivio nazionale audiovisivi finlandese e dall’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con Cinecittà Holding e Rai Teche, è parte dell’Helsinki Festival, la maggiore manifestazione culturale del Paese. Nel corso della rassegna, che si svolgerá dal 19 agosto al 21 settembre al Cinema Orion di Helsinki, verranno proiettati tutti i lungometraggi e tutti i documentari girati da Antonioni. Non mancheranno inoltre i film dedicati al regista come Antonioni visto da Antonioni di Lino Miccichè (1978), una delle poche interviste filmate; Fare un film è per me vivere di Enrica Fico Antonioni (1995) su Al di la’ delle nuvole e Antonioni: lo sguardo che cambiò il cinema di Sandro Lai e Carlo di Carlo (2001).