
L'Italia centrale dell'Umanesimo e del Rinascimento, quella di Federico da Montefeltro, di Piero della Francesca e di altri illustri esponenti del periodo, arriva a Tokyo protagonista di un evento eccezionale. Si è aperta infatti lo scorso venerdì 28 Marzo la mostra
Federico da Montefeltro e lo studiolo di Gubbio, che ha già registrato nel solo primo giorno di apertura al pubblico oltre 2000 visitatori. L'evento espositivo presenta, in anteprima mondiale e quale unica uscita a livello internazionale, l'opera che sarà poi trasferita in Italia e definitivamente collocata negli ambienti quattrocenteschi del Palazzo Ducale di Gubbio. Lo Studiolo era il luogo più amato da Federico - signore di Urbino e Montefeltro dal 1444 al 1482 - quello del riposo e della lettura, del dialogo con gli antichi, dell'incontro con gli amici più fidati. La ricostruzione, durata oltre cinque anni, è stata da poco completata dai Maestri ebanisti della Ditta Minelli. Straordinaria per qualità di esecuzione artistica, per significato storico e culturale, la riproduzione di questa opera è stata realizzata con le antiche tecniche artigianali che furono alla base dell'esecuzione dell'originale quattrocentesco. L'esposizione, ambientata in una ricostruzione del Cortile del Palazzo Ducale di Urbino, è arricchita da sei splendide ceramiche originali del XVI secolo provenienti dalla collezione di Aboca Museum di Sansepolcro e da undici riproduzioni eseguite da Maestri artigiani secondo le tecniche tradizionali. Ad esse si aggiungono, in riproduzione fedele curata da Aboca Museum Edizioni, i manoscritti De Prospectiva Pingendi di Piero della Francesca, composto fra il 1472 e il 1475 attorno ai problemi della riduzione prospettica, e De ludo scachorum del matematico ed economista Luca Pacioli, scritto intorno al 1500 durante il periodo della collaborazione artistica e scientifica con Leonardo da Vinci. L'evento, presentato da Ilias Tasias, Direttore del Patto Territoriale dell'Appennino Centrale, da Umberto Donati, Direttore dell'Istituto di Cultura e da Enrico Martini, Direttore dell'Enit, è stato concepito come approfondimento del Rinascimento Italiano, ma anche come un'occasione per offrire al pubblico giapponese informazioni sulla rete museale e sulle eccellenze culturali e turistiche del territorio dell'Appennino Centrale, in un'ottica di promozione integrata del nostro Paese. La realizzazione di quest'opera eseguita dai maestri artigiani della Ditta Minelli di Gubbio, è nata proprio nel 1939, anno in cui lo Studiolo venne venduto al Metropolitan Museum di New York. Soltanto nella fascia laterale della porta d'ingresso sono stati utlizzati 2000 piccoli pezzi di legno - spiega Franco Ghirelli, uno dei maestri artigiani della Minelli. Questa è l'unica iniziativa italiana in Giappone ad essere ufficialmente inserita nel calendario delle attività della
Settimana della Cultura 2008 promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. La mostra si svolge in contemporanea con l'esposizione, al Museo Nazionale di Arte Occidentale di Tokyo, della
Venere di Urbino del Tiziano, inaugurata lo scorso 3 marzo.
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