
Si è aperta a Seoul, il 21 luglio, la mostra di arte italiana contemporanea "Energie Sottili della Materia", nella suggestiva ed ideale cornice del Museum of Art della Seoul National University, progettato dall'architetto Rem Koolhaas. La mostra è stata organizzata dall'IGAV Istituto Garuzzo per le Arti Visive di Torino, ed allestita in Corea in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia e l'Istituto Italiano di Cultura di Seoul, nell'ambito dell'evento speciale "Italia in Corea", di cui ha costituito uno dei momenti più significativi. La mostra ha presentato diverse generazioni di scultori italiani a confronto, attraverso le opere di trentuno autori a cavallo tra XX e XXI secolo. L'idea alla base di "Energie Sottili della Materia" è di proporre una mostra sulla scultura contemporanea che evidenzi come, a partire dalle Avanguardie, le tecniche e le poetiche scultoree abbiano subito trasformazioni, lavorando sulla leggerezza e sulla molteplicità dei materiali, i quali, pur se classicamente pesanti, sono capaci di perdere sostanza ed essere sospesi nello spazio. Sono stati presentati alcuni tra i Maestri che hanno fornito le prime indicazioni verso questa nuova interpretazione delle arti plastiche: Roberto Almagno, Pietro Consagra, Riccardo Cordero, Piero Fogliati, Marco Gastini, Luigi Mainolfi, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Fausto Melotti, Vittorio Messina, Nunzio, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Sandro Sanna, Gilberto Zorio. Accanto a loro alcuni tra gli artisti emergenti che hanno portato ad estreme conseguenze tale poetica: Nicola Bolla, Gianni Caravaggio, Caretto e Spagna, Filippo Centenari, Christian Frosi, Francesco Gennari, Paolo Grassino, Isola e Norzi, Roberto Luongo, Marco Nereo Rotelli, Paolo Piscitelli, Perino e Vele, Viviana Ravaioli, Saverio Todaro, Luisa Valentini, Fabio Viale. L'esposizione si sviluppa attraverso la presentazione di una o due opere per ogni artista, accompagnate da bozzetti, modellini o fotografie, così da offrire al pubblico una visione dei diversi procedimenti artistici e linguaggi espressivi elaborati da ogni autore. Spiega il Direttore Artistico Marisa Vescovo: "Abbiamo constatato che il termine "scultura", nel presente non è in grado di contemplare tutte le modalità di produzione adottate dagli artisti: creare canali per altri materiali, costruire forme che possano giovarsi di movimenti di luci reali e artificiali, ampliare spazi ambientali e immaginari includendo icone e suoni che provengono dai mass media. L'eterogeneità delle opere tridimensionali nel XX e XXI secolo, tocca punte di estrema pregnanza. Non troviamo solo tecniche miste, ma anche generi ibridati con altri linguaggi, fughe a razzo da ogni schema precedente. Sentiamo su di noi influenze sociali ed esistenziali che portano l'arte, la quotidianità, la cultura, a rimescolarsi senza soluzioni di continuità". Presente, tra il folto pubblico, una significativa rappresentanza del mondo dell'arte, con artisti, critici, direttori di musei e galleristi. La mostra, che aveva già avuto una tappa in Cina nelle città di Shanghai. Pechino e Shienzen, resterà in Corea fino al 5 settembre per poi rientrare in Italia.
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