Nell'ambito delle celebrazioni per la Festa della Repubblica l'IIC di Bruxelles, in collaborazione con la Regione Umbria, il Comune e l'Università degli Studi di Perugia, ha inaugurato il 28 maggio la mostra fotografica "I riti di maggio in Umbria". Progettata dallo Studio ZTL di Perugia, la mostra documenta con rigore etnoantropologico e, al tempo stesso, con sensibilità ed efficacia nella resa dei valori estetici, un patrimonio culturale inestimabile, quello delle cerimonie popolari dedicate al risveglio primaverile della natura e degli spiriti della terra che si destano dal lungo letargo invernale. Tali cerimonie, presenti in tutto il bacino del Mediterraneo, hanno nella Corsa dei Ceri a Gubbio una delle varianti più spettacolari, sulla quale in particolare si è soffermato il percorso espositivo. Il genere scelto dal Gruppo ZTL è quello del reportage fotografico condotto con un uso essenziale delle tecniche narrative legate all'esercizio austero del bianco e nero, la cui elegante applicazione restituisce l'atmosfera e l'emozione dell'antico rito, ma anche la scenografica qualità formale della magnifica città di Gubbio. Ha preceduto l'inaugurazione una conferenza dell'antropologo Giancarlo Baronti, docente nell'ateneo perugino, il quale ha preso in considerazione con efficacia divulgativa la complessa rete delle feste primaverili nel territorio dell'Italia centrale ed i significati insiti nel loro simbolismo, eco suggestiva di usanze tramandate di generazione in generazione. Ad esse si accompagna la costruzione di apparati e di singolari manufatti, alla scala monumentale nel caso dei Ceri di Gubbio, più modesti quanto alle dimensioni in altre aree (le intusse nel territorio di Narni e nel Reatino), la cui produzione è resa possibile grazie ad un'accurata selezione dei materiali, ad una sapienza costruttiva alla quale le popolazioni si dedicano con febbrile attivismo resistendo, nel tempo, a numerosi e significativi mutamenti. L'antropologia indaga queste cerimonie e queste macchine che rinnovano il fascino di arcani miti la cui sopravvivenza è indice di un saldo legame delle popolazioni con il territorio e risponde ad una precisa vocazione identitaria.L'evento si è concluso con una ricca degustazione di prodotti tipici umbri e di vivande le cui radici affondano nella gastronomia italica preromana, come il farro proposto in numerose ricette. l'Istituto si e' avvalso della stretta collaborazione dell'Ufficio Regionale competente, salutata con grande apprezzamento dall'Assessore della Regione Umbria Vincenzo Riommi che ha presenziato alla manifestazione.