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giovedì 12 giugno 2008

BRUXELLES - Pulcinella e il Ballo della Taranta

Lo scorso 11 giugno è stato presentato al Teatro dell'Istituto Italiano di Cultura lo spettacolo di danza e musica "Pulcinella e il Ballo della Taranta", già andato in scena con grande successo due anni fa al Teatro San Carlo di Napoli. L'iniziativa, frutto di una fervida collaborazione con l'Assessorato alla cultura della Provincia di Napoli e con l'Agripromos della locale Camera di Commercio ha riscosso i consensi del pubblico italiano e belga per il singolare talento degli artisti, tutti impegnati nella valorizzazione del patrimonio musicale partenopeo. Imperniato sul personaggio di Pulcinella, sui suoi amori e sulle origini della Taranta, lo spettacolo è stato presentato a Bruxelles secondo una struttura armonica che si adatta al tessuto musicale classico e varia dal '400 al ' 600, dal ' 700 alle prime liriche di inizio novecento con brani musicali che provengono dal "Pulcinella" di Stravinskij, dal "Guarracino", dalle villanelle del ' 400, dall'opera buffa del '700 e da liriche del '900. La messa in scena, curata da Luigi Ferrone, primo ballerino del San Carlo e coreografo di navigata esperienza, ha felicemente restituito attraverso la danza il personaggio di Pulcinella. In piena armonia con il corpo di ballo, costituito dai primi ballerini Adriana Pappalardo, Grazia Strinao, Carlo e Raffaele De Martino, si sono esibiti il "Quintetto d'archi", formato da Andrea Esposito, 1 violino, Domenico Mancino, 2 violino, Luigi Tofano, viola, Mauro Fagiani, violoncello, Ernesto Nobili, chitarra classica e plettro, e Maria de Simone, selezionata alla piccola Scala di Milano come unico soprano sul repertorio pucciniano diretto da Magda Olivero.
http://www.iicbruxelles.esteri.it/IIC_Bruxelles

mercoledì 4 giugno 2008

BRUXELLES - "I riti di maggio in Umbria"

Nell'ambito delle celebrazioni per la Festa della Repubblica l'IIC di Bruxelles, in collaborazione con la Regione Umbria, il Comune e l'Università degli Studi di Perugia, ha inaugurato il 28 maggio la mostra fotografica "I riti di maggio in Umbria". Progettata dallo Studio ZTL di Perugia, la mostra documenta con rigore etnoantropologico e, al tempo stesso, con sensibilità ed efficacia nella resa dei valori estetici, un patrimonio culturale inestimabile, quello delle cerimonie popolari dedicate al risveglio primaverile della natura e degli spiriti della terra che si destano dal lungo letargo invernale. Tali cerimonie, presenti in tutto il bacino del Mediterraneo, hanno nella Corsa dei Ceri a Gubbio una delle varianti più spettacolari, sulla quale in particolare si è soffermato il percorso espositivo. Il genere scelto dal Gruppo ZTL è quello del reportage fotografico condotto con un uso essenziale delle tecniche narrative legate all'esercizio austero del bianco e nero, la cui elegante applicazione restituisce l'atmosfera e l'emozione dell'antico rito, ma anche la scenografica qualità formale della magnifica città di Gubbio. Ha preceduto l'inaugurazione una conferenza dell'antropologo Giancarlo Baronti, docente nell'ateneo perugino, il quale ha preso in considerazione con efficacia divulgativa la complessa rete delle feste primaverili nel territorio dell'Italia centrale ed i significati insiti nel loro simbolismo, eco suggestiva di usanze tramandate di generazione in generazione. Ad esse si accompagna la costruzione di apparati e di singolari manufatti, alla scala monumentale nel caso dei Ceri di Gubbio, più modesti quanto alle dimensioni in altre aree (le intusse nel territorio di Narni e nel Reatino), la cui produzione è resa possibile grazie ad un'accurata selezione dei materiali, ad una sapienza costruttiva alla quale le popolazioni si dedicano con febbrile attivismo resistendo, nel tempo, a numerosi e significativi mutamenti. L'antropologia indaga queste cerimonie e queste macchine che rinnovano il fascino di arcani miti la cui sopravvivenza è indice di un saldo legame delle popolazioni con il territorio e risponde ad una precisa vocazione identitaria.
L'evento si è concluso con una ricca degustazione di prodotti tipici umbri e di vivande le cui radici affondano nella gastronomia italica preromana, come il farro proposto in numerose ricette. l'Istituto si e' avvalso della stretta collaborazione dell'Ufficio Regionale competente, salutata con grande apprezzamento dall'Assessore della Regione Umbria Vincenzo Riommi che ha presenziato alla manifestazione.

domenica 1 giugno 2008

BRUXELLES - "K2…L’amico ritrovato"

La mostra documentaria "K2 L'Amico Ritrovato" e' stata inaugurata il 6 maggio nella Sala Esposizioni dell'Istituto, dove è rimasta in allestimento fino al 28 maggio. Preceduta, nella sede del Parlamento Europeo, da una conferenza-dibattito e dalla proiezione di un filmato storico in tre lingue, la mostra ha sviluppato l'epica conquista del K2 ad opera di Lino Lacedelli e dei suoi Scoiattoli, secondo un percorso espositivo che suggeriva e rievocava l'impresa stupefacente del 1954 e le emozioni della spedizione che nel 2004 ne ha ripercorso l'avventura. L'evento, organizzato dall'Istituto in collaborazione con il Gruppo Scoiattoli di Cortina (storico gruppo di arrampicatori non professionisti fondato nel 1939), il Parlamento Europeo, la Regione Veneto e l'Associazione Amici del Veneto, è stato posto sotto il Patrocinio del Presidente del Parlamento Europeo, Prof. Hans-Gert Pottering. L'ampezzano Lino Lacedelli, protagonista dell'eroica impresa insieme ad Achille Compagnoni e agli Scoiattoli dell'epoca, ha onorato della sua presenza l'evento, rispondendo generoso e vitalissimo alle numerose domande di un pubblico incredulo di trovarsi vis-a-vis con un mito dell'alpinismo mondiale. La prima ascensione al K2, la seconda montagna del pianeta, ma la più difficile sul piano tecnico, segnò un importante punto di svolta nell'immaginario collettivo degli Italiani e nella considerazione dell'alpinismo italiano all'estero, e quindi nella storia complessiva del nostro Paese. In seguito a questa straordinaria avventura gli uomini, le culture, il paesaggio delle Alpi italiane, e in particolare quello delle Dolomiti, guadagnarono l'attenzione di tutto il mondo; anche l'imponente sviluppo dell'economia turistica trasse da questa epica conquista un impulso fondamentale. I criteri espositivi alla base della mostra hanno documentato tali aspetti nonchè i motivi per cui la conquista del K2 non si identifica solo in un accadimento sportivo ed esplorativo, ma in un evento profondamente legato ai valori dell'identità collettiva.