E' in corso a Vilnius, nelle sale del "Museo delle Arti Applicate" e con grande successo di pubblico e di critica, la mostra "Il Ratto di Elena, Vilnius 1636", dedicata agli esordi del melodramma italiano in Lituania. L'evento, curato dallo "Studio delle Arti Antiche" di Vilnius, a cui l'Istituto di Cultura ha contribuito con l'accurata traduzione in lituano di alcune parti librettistiche, si inserisce nel contesto delle celebrazioni per "Vilnius Capitale della Cultura 2009" e mette a fuoco il ruolo centrale della cultura nella costruzione dei rapporti bilateriali dei due Paesi già nel XVII sec., cioé nel periodo in cui Vilnius, capitale dello stato lituano-polacco, conobbe un'intensa fioritura dei teatri sotto la guida del re Ladislalo Vasa. Il gusto artistico di questo sovrano-mecenate, e la sua curiosità per la cultura e la politica europea, lo portarono a viaggiare in Austria, Germania, Francia e Italia; ad Anversa visitò l'atelier di Peter Paul Rubens, mentre in Italia acquistò vari dipinti del Guercino e di Guido Reni. Già nel XVI sec. attori italiani e inglesi si erano esibiti a Vilnius per recite sporadiche, ma fu Ladislao Vasa che, per la prima volta, formò un teatro stabile di corte dove artisti provenienti da Roma, Venezia e Parigi si esibivano in spettacoli di balletto, opera e commedia. Nel 1636 "Il Ratto di Elena", dramma in musica di Marco Scacchi su libretto di Virgilio Puccitelli, fu messo in scena; così il melodramma italiano fece il suo ingresso in Lituania. Il libretto originale dell'opera, conservato nella "National Library" di Londra, è stato messo a disposizione per la prima volta in occasione di questa mostra, e ne costituisce il pezzo più pregiato. Sono inoltre stati ricostruiti i cambi/scena, le coreografie e gli effetti speciali (l'acqua, il tuono, il vento...), con macchinari che possono essere azionati dai visitatori. Tutto ciò contribuice al tono leggero, godibile e non meramente didascalico dell'esposizione, e fa riflettere su come il concetto di politica culturale sia stato elaborato e messo in pratica, con ottimi risultati, già molti secoli fa. La mostra, inaugurata il 21 giugno scorso, resterà aperta fino al 21 novembre.>> vetrina informatica sperimentale della rete dei 90 istituti italiani di cultura nel mondo
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martedì 15 luglio 2008
VILNIUS - Il melodramma italiano in Lituania
E' in corso a Vilnius, nelle sale del "Museo delle Arti Applicate" e con grande successo di pubblico e di critica, la mostra "Il Ratto di Elena, Vilnius 1636", dedicata agli esordi del melodramma italiano in Lituania. L'evento, curato dallo "Studio delle Arti Antiche" di Vilnius, a cui l'Istituto di Cultura ha contribuito con l'accurata traduzione in lituano di alcune parti librettistiche, si inserisce nel contesto delle celebrazioni per "Vilnius Capitale della Cultura 2009" e mette a fuoco il ruolo centrale della cultura nella costruzione dei rapporti bilateriali dei due Paesi già nel XVII sec., cioé nel periodo in cui Vilnius, capitale dello stato lituano-polacco, conobbe un'intensa fioritura dei teatri sotto la guida del re Ladislalo Vasa. Il gusto artistico di questo sovrano-mecenate, e la sua curiosità per la cultura e la politica europea, lo portarono a viaggiare in Austria, Germania, Francia e Italia; ad Anversa visitò l'atelier di Peter Paul Rubens, mentre in Italia acquistò vari dipinti del Guercino e di Guido Reni. Già nel XVI sec. attori italiani e inglesi si erano esibiti a Vilnius per recite sporadiche, ma fu Ladislao Vasa che, per la prima volta, formò un teatro stabile di corte dove artisti provenienti da Roma, Venezia e Parigi si esibivano in spettacoli di balletto, opera e commedia. Nel 1636 "Il Ratto di Elena", dramma in musica di Marco Scacchi su libretto di Virgilio Puccitelli, fu messo in scena; così il melodramma italiano fece il suo ingresso in Lituania. Il libretto originale dell'opera, conservato nella "National Library" di Londra, è stato messo a disposizione per la prima volta in occasione di questa mostra, e ne costituisce il pezzo più pregiato. Sono inoltre stati ricostruiti i cambi/scena, le coreografie e gli effetti speciali (l'acqua, il tuono, il vento...), con macchinari che possono essere azionati dai visitatori. Tutto ciò contribuice al tono leggero, godibile e non meramente didascalico dell'esposizione, e fa riflettere su come il concetto di politica culturale sia stato elaborato e messo in pratica, con ottimi risultati, già molti secoli fa. La mostra, inaugurata il 21 giugno scorso, resterà aperta fino al 21 novembre.
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