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martedì 4 dicembre 2007

RIO DE JANEIRO - Stefano Bollani suona in una favela

Una difficile scommessa vinta con emozione. In controtendenza con la politica culturale piu' seguita a Rio de Janeiro, certamente valida, che aspira a far uscire il milione e mezzo di abitanti svantaggiati delle 750 favelas che punteggiano a macchia di leopardo la geografia urbana per portarli ad assistere agli eventi culturali nei templi consacrati della citta', l'Istituto di Cultura di Rio de Janeiro ha voluto dimostare che si puo' fare anche il contrario, portare cioe' gli abitanti della citta' all'interno di una favela per godersi un concerto, proprio la' dove nessuno vuole entrare per l'anomia e l'insicurezza che vi regnano. E non un concerto qualsiasi: la sera di sabato 1 dicembre Stefano Bollani, uno dei maggiori interpreti del piano jazz italiano, consacrato come migliore pianista europeo nel 2007, si e' presentato sul palco, allestito tra mille difficolta' nello spazio sociale ai piedi della favela di Peireira da Silva, accompagnato da cinque strumentisti brasiliani di assoluto livello, per offrire un elegante e impeccabile concerto di jazz. L'intrigante fraseggio e la garbata ironia di Bollani si sono avvalsi della complicita' di musicisti che accompagnano star locali come Caetano Veloso e Gal Costa per ripercorrere, riarrangiate, molte arie e temi cari alla tradizione brasiliana. E ad ascoltarlo, con sorpresa di tutti, c'erano anche molte persone venute dalla citta', osservate con curiosita' dagli abitanti della comunita', che comunque hanno contributo a che tutto si svolgesse senza il minimo incidente o problema. E' stato bello vedere i giovani di questa comunita' tenere tra le mani, al posto di rivoltelle e kalashnikov troppo spesso esibiti in altre zone della citta', macchine fotografiche e cineprese legate ad un progetto di televisione comunitaria. La scelta della comunita' popolarmente conosciuta come Pereirao - comunita' e' termine politicamente piu' corretto di favela - dipende dal fatto che proprio da qui sono partiti i ragazzi che nell'ultima Biennale d'arte di Venezia hanno montato all'aperto il Morrinho Project, un'installazione replica di quella spontanea sorta per gioco nella parte piu' alta dell`agglomerato di case abusive. Ogni mattone sottratto alla costruzione delle abitazioni di fortuna dei padri, e' stato trasformato dai ragazzi in una casa colorata sino a ricostruire cosi' una favela in miniatura, articolata e credibile, con la messa in scena di tutti i problemi della lotta quotidiana per sopravvivere. La Fondazione Umbria Jazz, grande sponsor del concerto, ha voluto creare un ideale ponte culturale tra Italia e Brasile, inserendo questa stimolante provocazione culturale nell'ambito del programma pluriennale di cooperazione decentrata della Regione Umbria, affidandola al linguaggio universale della musica, condiviso in ogni parte del mondo. L'iniziativa e' stata appoggiata dalla Presidenza della Repubblica brasiliana, dalla Caixa Federal e dalle Fenae brasiliana. Il concerto e' stato ripreso da operatori del TG3 italiano e della CNN International per il Sudamerica. Il pubblico ha applaudito a lungo non solo i musicisti, ma anche quanto e' stato detto durante la presentazione: episodi cosi', se non restano isolati, possono contribuire all'inclusione sociale di chi, emarginato, non ha opportunita' di riscatto e forse anche alla riduzione della violenza in luoghi dove purtroppo la vita umana ha poco valore.

SALONICCO - Condoianni, un ponte tra Italia e Grecia

Lunedi' 3 dicembre 2007, alle ore 20.00, presso la Sala esposizioni "Alberto Savinio" di questo IIC si e' inaugurata, alla presenza della famiglia dell'artista, la mostra "Intersezioni culturali: Costantino Condoianni (1926-200) Un ponte fra l'Italia e la Grecia", interamente sponsorizzata. Con questa esposizione l'Istituto ha voluto rendere omaggio ad un importante pittore greco del 900 vissuto tra l'Ellade e la Toscana, un maestro che alla figura umana ha dedicato la parte piu' significativa del suo percorso d'autore. La mostra e' stata apprezzata da un pubblico numeroso ed entusiasta che ha potuto ammirare le opere piu' rappresentative del pittore, provenienti da varie collezioni private e realizzate dall'artista durante i suoi lunghi soggiorni in Italia e in Grecia. Presenti all'inaugurazione anche numerose personalita' fra cui il Console Onorario d'Italia a Salonicco, Christos Sarandopoulos, il pittore Athanasios Bakogiorgos, il giornalista Theodoros Ioannidis. I mezzi di comunicazione di massa hanno dato ampio risalto all'evento.

BRUXELLES - MAXXI al CIVA, il progetto Hadid

Si e' inaugurata a Bruxelles il 29 novembre presso la sede del CIVA (Centre international pour la ville, l'architecture et le paysage), alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia, Sandro Maria Siggia, la mostra "MAXXI MUSEE ROME ZAHA HADID ARCHITECTS". Nel corso della sua introduzione, l'Ambasciatore non ha mancato di sottolineare il rilievo internazionale dell'esposizione, frutto dell'intesa che e' intercorsa ormai da lunghi mesi tra il CIVA (massimo istituto di ricerca e di documentazione della Comunita' francofona nel settore dell'architettura, dell'urbanistica e della tutela del paesaggio) e la DARC del MBCA, e che ha avuto quale principale obiettivo la presentazione al pubblico del nuovo polo museale romano per le arti del XXI secolo, MAXXI, ossia la prima istituzione italiana destinata a valorizzare la cultura contemporanea nel settore delle arti visive nelle loro piu' varie declinazioni. Il nuovo ambizioso e spettacolare edificio, la cui inaugurazione e' prevista per il 2008, e' il risultato di un concorso internazionale vinto dal celebre architetto anglo-irakeno Zaha Hadid e viene efficacemente illustrato, nell'allestimento della mostra, da un confronto serrato con i progetti degli altri partecipanti selezionati, tutti nomi di grande rilievo internazionale. Sorge nello storico quartiere Flaminio, immediatamente al di fuori della cerchia aureliana e presso l'asse di ingresso alla citta' eterna dall'Europa, nel cuore di un tessuto edilizio che vanta, accanto a stratificazioni di millenni come sempre accade a Roma, non poche presenze architettoniche contemporanee (Palazzetto dello Sport, Villaggio Olimpico, Parco della Musica, ecc). L'inaugurazione della mostra, cui l'Istituto Italiano di Cultura ha offerto il suo sostegno organizzativo, ha richiamato una larga affluenza di pubblico non solo specializzato ed e' stata preceduta da una conferenza stampa in cui l'architetto Pio Baldi, direttore generale della DARC, ha illustrato i criteri della scelta del progetto Hadid, la cui morfologia e' parsa piu' capace di integrarsi nel tessuto urbano e piu' creativa quanto alla soluzione architettonica proposta.
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AMBURGO - Il diavolo rosso

Il 3 dicembre 2007 si e' realizzato presso l'Istituto di Cultura di Amburgo l'incontro con il Prof. Luigi Mascilli Migliorini, membro della giunta del Comitato per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Un folto pubblico ha assistito alla proiezione del film RAI della serie: 'La storia siamo noi' di Giovanni Minoli, dal titolo: 'Giuseppe Garibaldi. Il diavolo rosso', dopo che il Prof. Mascilli Migliorini aveva illustrato concisamente ma con grande efficacia la figura di Garibaldi, in particolare facendo riferimento alle sue relazioni con il mondo tedesco. Il docente di Storia Moderna presso l'Universita' Orientale di Napoli ha saputo egregiamente delineare il profilo del grande Garibaldi, inserendolo nel contesto europeo del suo tempo e destando cosi' l'ammirazione e l'interesse dell'attento pubblico, formato da studiosi di storia dell'Universita' di Amburgo, italiani dell'area e tedeschi affezionati al mondo e alla cultura italiani. La visione del filmato, denso di spunti biografici e di riferimenti storici, ha offerto l'occasione per una riflessione sull'importanza delle idee che concorsero alla formazione dell'assetto storico-politico dell'Italia e dell'Europa contemporanea, nonche' sull'incidenza della figura di Garibaldi nel mondo americano e sulla sua valenza di mito per i numerosi italiani presenti nell'area. Un breve cocktail al termine dell'evento ha permesso di realizzare uno scambio di idee tra i partecipanti, altrettanto fruttuoso e utile.
http://www.iicamburgo.esteri.it/

BUENOS AIRES - Grande successo di Maldonado

Si e' inaugurata il 30 novembre presso il Museo di Belle Arti di Buenos Aires una grande mostra retrospettiva dedicata a Tomas Maldonado, artista, architetto e designer italo-argentino, nato a Buenos Aires nel 1922 ma dal 1967 residente a Milano. Maldonado, dopo aver lasciato l'Argentina circa 50 anni fa, ha inizialmente trascorso 13 anni insegnando in Germania presso l'Universita' di Ulm e in seguito si e' trasferito in Italia dove ha lavorato in qualita' di designer per la Olivetti e per la Rinascente, insegnando contemporaneamente al Politecnico di Milano. Alla affollatissima inaugurazione hanno partecipato circa 500 invitati. Hanno preso la parola sia il Segretario di Cultura della nazione, Jose' Nun, sia il Presidente della Commissione che ha gestito il Museo Amerigo Castilla. Entrambi hanno avuto parole di grande ringraziamento per l'Ambasciata italiana e per l'Istituto di Cultura che sono stati coinvolti nella mostra e che hanno partecipato finanziariamente alla realizzazione dell'evento. L'Ambasciatore d'Italia, a seguito dell'inaugurazione, ha offerto un ricevimento in Residenza al quale hanno partecipato come ospiti d' onore Tomas Maldonado e la sua compagna Inge Schoenthal-Feltrinelli, presidente dell'omonima casa editrice. L'intera operazione relativa alla mostra di Maldonado, oltre all'importanza intrinseca dell'esposizione, va' anche vista come un importante passo per gettare solide basi per una fruttuosa collaborazione con il Museo di Belle Arti di Buenos Aires proprio nel momento del passaggio di consegne al suo vertice. Tale museo e' insieme alla "Fondazione PROA" e al Centro Culturale Recoleta l'istituzione culturale di maggiore prestigio a Buenos Aires. Tali spazi dipendono da tre gestioni amministrative differenti: il Museo di Belle Arti dipende dalla Nazione; il Centro Culturale Recoleta dipende dalla citta' di Buenos Aires; la Fondazione PROA e' un'istituzione privata finanziata interamente dalla Techint.
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ALGERI - "In fra li casi de la vita"

In occasione della IV Stagione Culturale Italiana, una delle piu' importanti manifestazioni culturali che si svolgono ad Algeri, l'Ambasciata d'Italia e l'Istituto Italiano di Cultura di Algeri hanno organizzato, in collaborazione con la Regione Piemonte, lo spettacolo teatrale "In fra li casi de la vita e le magie de' cieli libertà vo' cercando" della Compagnia Assemblea Teatro Teatro Stabile d'Innovazione di Torino, con la regia di Renzo Sicco. L'Assemblea Teatro e' una delle compagnie piu' interessanti del panorama teatrale italiano. "In fra li casi" nasce piu' di venticinque anni fa nelle strade e nelle piazze. Coniuga fantastico e quotidiano. Mostra demoni e streghe, ciclopi e fauni e amanti. Mette in fila tutti gli elementi della fantasia popolare che arricchiscono le storie. E' uno spettacolo che racconta senza dire. Gesto, immagine e suono al posto della parola. Un trionfo di festa. E' uno degli spettacoli italiani piu' rappresentati nel mondo. Lo spettacolo e' stato realizzato nell'ambito del protocollo d'intesa Regione Piemonte IIC di Algeri. Il pubblico algerino quello delle grandi occasioni, ma soprattutto giovani e famiglie - ha apprezzato, con entusiasmo e partecipazione, il programma teatrale di "In fra li casi". Gli spettatori sono immediatamente entrati in sintonia con gli attori che hanno, a loro volta, compreso la capacita' del pubblico di seguire il loro variegato percorso immaginifico sapendone sottolineare, con calorosi applausi, l'alternarsi dei personaggi, l'apparizione delle maschere su alti trampoli, la capacita' dell'Assemblea Teatro di essere rigorosa ed ironica, concentrata e capace di far spettacolo. Un pubblico che ha dimostrato, con numerosi e calorosi applausi, curiosita' e sensibilita' nei confronti dell'operazione teatrale dell'Assemblea Teatro. Lo spettacolo ha avuto una ragguardevole diffusione mediatica. La compagnia ha partecipato alla trasmissione Bonjour Alge'rie della Televisione Algerina, programma che viene diffuso, attraverso il satellite, agli algerini di tutto il mondo. Numerose sono state le interviste prima e dopo lo spettacolo. Inoltre, anche la stampa quotidiana ha dedicato ampio spazio e informazione allo spettacolo recensendone entusiasticamente i risultati.

lunedì 3 dicembre 2007

BRUXELLES - Giovanni Allegri, Marco Di Bari e Camera Obscura

Nell'ambito del Festival Europalia Europa l'Istituto Italiano di Cultura ha presentato il 24 novembre presso l'ipertecnologico Theatre Wolubilis, recentemente inaugurato a Bruxelles, un concerto dell'eclettico pianista Giovanni Allegri. Compositore e pianista, classe 1969, gia' consacrato internazionalmente dal grande successo conseguito negli Stati Uniti sia come solista che come autore (esibizione nel 2005 al Blue Note di New York, tempio mondiale del jazz, e rielaborazione della Carmen di Bizet al Baltimora Opera House), Allegri ha letteralmente incantato il foltissimo pubblico che e' intervenuto alla sua performance bruxellese e che gli ha chiesto numerosi bis. La sua cifra stilistica, che poggia sull'innesto da lui operato tra la tradizione classica e le nuove tendenze pop e contemporanee, la freschezza della sua invenzione musicale, l'originalita' ed il virtuosismo delle sue esibizioni, hanno riscosso anche in questa occasione un grandissimo successo di pubblico ed ampi consensi di critica.
Il 26 novembre nel Teatro dell'Istituto, dinanzi ad una attenta platea, ha avuto luogo la prima europea dell'opera da camera Camera obscura, scritta dal compositore Marco Di Bari nel 2001 a Venezia, su invito della Biennale, e da lui stesso diretta all'Arsenale. Opera da camera in un atto, descritta dall'autore come "un grande adagio sul buio", Camera obscura ha per protagonista, nell'epoca ed in un mondo drogato da una overdose di immagini, la cecita', vista come menomazione e come illuminazione interiore. La vicenda si snoda attorno al dramma di una donna cieca che teme di partorire un figlio cieco a sua volta e ci conduce in un viaggio metaforico nella cecita', che se da un lato e' freno alla vita, dall'altro alimenta una ricchissima vita interiore. La riduzione dell'opera proposta per il Teatro dell'Istituto ha previsto, accanto alla voce del soprano protagonista, la dotatissima Alda Caiello, e del suo "doppio" recitante, la storica interprete strehleriana Anna Nogara, un organico ridotto a soli quattro sassofoni e pianoforte, strumento cui ha assicurato eccezionale rilievo la presenza di Bruno Canino.
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