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mercoledì 12 marzo 2008

CASABLANCA - Concerto di pianoforte “a quattro mani” del “Duo Clavier”

Il "Duo Clavier", formato da Paolo Dirani e Mauro Landi, si e' esibito venerdi', 11 marzo scorso a Casablanca, presso il teatro del complesso culturale di Sidi Belyout, con un concerto di pianoforte "a quattro mani". Si e' trattato della tappa casablanchese (che ha seguito quella di Marrakech e preceduto quella di Rabat) del tour marocchino del duo, organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura di Rabat in collaborazione con l'Associazione "Dante Alighieri" di Casablanca e con questo Consolato Generale. Il duo ha proposto un repertorio poco conosciuto di brani appositamente creati per l'esecuzione a quattro mani da celebri compositori, tra cui Debussy, Bizet, Puccini e Respighi. La perfetta intesa dei due musicisti, intenti a suonare il medesimo strumento, e l'intensita' dell'esecuzione hanno creato nella platea, tra cui figuravano anche molti giovani, un'atmosfera di concentrata approvazione. Anche il pubblico meno conoscitore del genere ha infatti apprezzato l'originalita' e l'eleganza dello spettacolo. All'evento ha contribuito anche l'Ufficio di rappresentanza di Casablanca della banca "Intesa San Paolo".
http://www.conscasablanca.esteri.it

ATENE - Venezia incontra la Grecia

Nella prestigiosa sede dell'Istituto di cultura di Atene si è svolto nella settimana del 4 marzo il ciclo di manifestazioni culturali "Venezia incontra la Grecia". Con tale iniziativa quest'Ambasciata, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Atene, si è prefissa di realizzare una serie di eventi diretti a mettere in luce gli straordinari rapporti intercorsi per lunghi secoli fra Venezia e questo Paese e ancora presenti nella cultura, nei luoghi e nel sentimento di italiani e greci. Il ciclo di manifestazioni si è avviato con la conferenza della prof.ssa Daniela Simionato e della dott.ssa Marlene Putz, autrici della "Guida del Lido di Venezia e Pellestrina". Le autrici hanno illustrato i percorsi culturali che potranno essere apprezzati dai sempre più numerosi greci che giungono in visita a Venezia, e che potranno scoprire le ricchezze e le memorie sconosciute della loro cultura, nelle isole della laguna della Serenissima. A tale evento ha fatto seguito sempre presso l'IIC di Atene la conferenza della professoressa Caterina Carpinato, dell'Universitaà di Venezia "Ca' Foscari", sul tema "La percezione dei Greci e del greco in età contemporanea", un tema che ha particolarmente interessato il pubblico e che ha permesso di spaziare dal passato al presente della storia fra la Serenissima e la Grecia. Infine questo evento è stato seguito dal vernissage della mostra di dipinti del maestro Gianfranco Perulli dal titolo "Le Cupole dell'Oriente da Venezia a Bisanzio". Tale mostra dopo essere stata inaugurata a Ioannina dal Ministro della Sanità Avramopoulos, quale contributo italiano alle celebrazioni per la liberazione della capitale dell'Epiro è giunta anche ad Atene dove un più vasto pubblico sta in questi giorni apprezzando una testimonianza espressiva del reciproco fascino che esiste tra la Repubblica del leone e la cultura ellenica. Nel contesto dell'iniziativa merita segnalare la prossima pubblicazione in italiano e greco degli atti dei convegni dell'Istituto di Studi bizantini di Atene svoltisi a Naxos e Atene sul tema del Ducato veneziano nell'arcipelago. Si è trattato di due convegni di notevole valore fondamentali per chi voglia approfondire la storia straordinaria della serenissima nelle isole dell'Egeo.
http://www.iicatene.esteri.it

BERLINO - L'Europa delle immagini. 150 anni di fotografie in Europa

Alla Willy-Brandt-Haus di Berlino è stata inaugurata, alla presenza del Presidente del Parlamento del Land Berlino, Walter Momper, e del Presidente di Alinari 24 Ore, Claudio de Polo, l'esposizione L'Europa delle immagini - 150 anni di fotografie in Europa, che sarà possibile visitare dal 4 al 30 marzo 2008. La mostra illustra l'eredità storica che ha permesso l'avvio e la graduale realizzazione del progetto politico europeo con l'obiettivo di evidenziare immagini particolarmente rappresentative di una comune identità europea. Accanto ai curatori della mostra, tutte le Ambasciate dei Paesi membri dell'Unione Europea in Italia hanno collaborato alla ricerca iconografica, selezionando le fotografie giudicate più emblematiche del proprio Paese. L'esposizione arriva a Berlino, dopo il recente allestimento a Roma presso la Gipsoteca del Vittoriano, come prima tappa di un circuito che la porterà, ancora nel corso di quest'anno, a Lubiana, Parigi, Lussemburgo, L'Aja e Bruxelles. Nel 2009-2010, proseguirà per i restanti Paesi membri. Il compito principale assolto dalla mostra è di mettere in luce, soprattutto a beneficio delle giovani generazioni ed attraverso uno strumento diretto ed immediato, la genesi storica del progetto politico europeo: senza la memoria delle tragedie del XX secolo, ampiamente illustrate dall'esposizione, sarebbe difficile cogliere la straordinaria forza rivoluzionaria dell'Unione Europea nell'organizzare la vita europea su principi e regole condivise, nel contemperare interessi nazionali e generali. E' con questo spirito che si stanno organizzando, d'intesa con la Willy-Brandt-Haus, visite della mostra da parte di numerose scuole berlinesi. Con la seconda tappa della mostra in Germania si è voluto rendere omaggio al Paese che insieme all'Italia è all'avanguardia nella promozione del progetto politico europeo.
http://www.iicberlino.esteri.it/

martedì 11 marzo 2008

PECHINO - Mostra "Energie sottili della materia".

Il 6 marzo 2008, presso la National Academy di Pechino, si è inaugurata, alla presenza dell’Ambasciatore Riccardo Sessa, la mostra “Energie sottili della materia”. La mostra, che aveva già fatto tappa a Shanghai, allo Urban Planning Exhibition Center dal 16 gennaio al 23 febbraio 2008, si fermerà a Pechino fino al 1 aprile 2008. Organizzata dall'IGAV, Istituto Garuzzo di Arti Visive, la mostra è stata realizzata in collaborazione dal Ministero degli Affari Esteri, dall'Ambasciata d'Italia, dall'IIC di Pechino e dalla Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della città di Torino e del Sole 24ore. L'esposizione, curata da Marisa Vescovo, ha presentato le opere di 31 artisti, tra maestri e artisti emergenti. Di ognuno sono state presentate una o due opere, accompagnate da bozzetti, modellini o fotografie, così da offrire al pubblico una visione dei diversi procedimenti artistici e dei linguaggi espressivi elaborati da ogni autore. L'idea alla base di “Energie sottili della materia” è stata quella di proporre una mostra sulla scultura contemporanea che evidenziasse come le tecniche e le poetiche scultoree abbiano subito trasformazioni, lavorando sulla leggerezza e sulla molteplicità dei materiali, che anche quando classicamente pesanti, sono capaci di perdere sostanza ed essere sospesi nello spazio. Si sono potute ammirare le opere di alcuni tra i maestri che hanno fornito le prime indicazioni verso questa nuova interpretazione delle arti plastiche: Roberto Almagno, Pietro Consagra, Riccardo Cordero, Piero Fogliati, Marco Gastini, Luigi Mainolfi, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Fausto Melotti, Vittorio Messina, Nunzio, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Sandro Sanna, Gilberto Zorio. Accanto a loro alcune opere di artisti emergenti che hanno portato ad estreme conseguenze tale poetica: Nicola Bolla, Gianni Caravaggio, Caretto e Spagna, Filippo Centenari, Christian Frosi, Francesco Gennari, Paolo Grassino, Isola e Norzi, Roberto Luongo, Marco Nereo Rotelli, Paolo Piscitelli, Perino e Vele, Viviana Ravaioli, Saverio Todaro, Luisa Valentini, Fabio Viale. Menzione particolare va allo splendido spazio espositivo della National Academy of Painting, prestigiosa Accademia d'Arte di Pechino, che ha fatto da “naturale” sfondo all'esposizione. L'inaugurazione ha riscosso un grande successo di pubblico e un grande interesse da parte dei media. Infatti, oltre a varie testate giornalistiche, erano presenti ben due canali della CCTV, la rete televisiva nazionale cinese, che hanno filmato l'evento.

WOLFSBURG - Conferenza "L'Italiano parlato dagli italiani di Wolfsburg".

Con la conferenza dal titolo “L’italiano parlato dagli italiani di Wolfsburg”, organizzata in collaborazione con l'Ufficio Stranieri della città e tenuta dalla dottoressa Costa, l’IIC di Wolfsburg ha realizzato il terzo e penultimo incontro del ciclo “La lingua, le lingue. Incontri nella Babele del XXI secolo”, che si concluderà il 3 aprile con la relazione del professore Valicenti sui dialetti e le letterature dell'Italia meridionale. Al pubblico italiano e tedesco, che ha riempito la sala conferenze, la dottoressa Costa ha inizialmente illustrato la storia dello sviluppo della lingua italiana, esaminando rapidamente l'iniziale contrapposizione di latino alto e volgare per poi esporre, dopo una panoramica volta ad individuare sulla carta geografica i numerosi dialetti italiani e a sostenerne la pari dignità rispetto all'italiano standard, il difficile rapporto che intercorre tra essi e la lingua nazionale, nonchè le diverse varietà sociolinguistiche che scaturiscono dalle loro interferenze. Nella seconda parte della relazione la dottoressa Costa ha mostrato all’attento pubblico, tramite proiezioni che mostravano i risultati qualitativi e quantitativi della ricerca svolta sul campo, la tipologia dei parlanti italiani residenti a Wolfsburg (in massima parte di origini meridionali) e numerosi aspetti delle forme linguistiche che, in stretto contatto quotidiano con il tedesco, si sono venute a costituire come una lingua contaminata, che di volta in volta si è fatta strada verso l'esigenza concreta che aveva bisogno di soddisfare in un'alchimia di italiano, tedesco e dialetto. Tenendo conto delle differenze generazionali, la dottoressa Costa ha inoltre fornito un quadro del mutamento avvenuto nella relazione tra le tre lingue, che ha visto ciascuna generazione privilegiare una lingua diversa rispetto alla generazione precedente. A suscitare l'interesse, l'entusiasmo e a volte l'ilarità del pubblico sono stati in particolare alcuni esempi di italianizzazione di termini tedeschi, che al pubblico italiano hanno destato il ricordo di vicende vissute in prima persona. A questo momento di riflessione collettiva sulla storia di Wolfsburg e dei suoi italiani, i media locali hanno dato grande risalto. Il Wolfsburger Nachrichten, principale quotidiano di Wolfsburg, in una lunga intervista alla dottoressa Costa, ha ripercorso i principali contenuti della sua brillante relazione.

lunedì 10 marzo 2008

MINSK - Città metafisiche

E’ stata inaugurata il 6 marzo Città metafisiche di Donata Pizzi, nel nuovo e prestigioso edificio della Biblioteca Nazionale bielorussa di Minsk, con la presentazione di circa settanta fotografie, in vari formati, che rappresentano un viaggio nell'arte contemporanea attraverso le città italiane degli anni '20 sino agli anni '40 del Novecento, nonchè attraverso un'incursione nelle realtà urbane delle ex colonie degli anni '30 (Libia, Etiopia, Eritrea, isole del Dodecanneso). La mostra, che è stata seguita dai mass-media in molto particolarmente accurato, ha riscosso un fortissimo successo di pubblico. I due maggiori canali televisivi del Paese hanno dedicato nel corso dei notiziari in prime time alcuni minuti all'evento nell'ambito delle proprie finestre culturali. All'inaugurazione della mostra fotografica, hanno preso parte rappresentanti del Ministero della Cultura, degli Affari Esteri, dell'Amministrazione presidenziale e di altri enti bielorussi, il corpo diplomatico, accanto ad una folta presenza di società civile, del mondo imprenditoriale ed ovviamente di quello culturale. Il Presidente dell'Unione degli Architetti bielorussi, Alexander Korbut, intervenuto in apertura dell'evento, ha fatto stato dell'intenso interesse in Belarus per un tema, quale quello della transizione verso l'architettura italiana contemporanea degli anni trenta, qui sinora poco accessibile, valorizzando la capacità della mostra di illustrare le immagini di una storia reale, espressione dei principi del razionalismo architettonico sviluppato in quell'epoca in Europa, secondo moduli facilmente accessibili anche ad un pubblico giovane.Al riguardo, il giorno precedente all'apertura della mostra è stata organizzata, presso la Facoltà di Architettura dell'Università tecnica bielorussa, un seminario sui contenuti architettonici della mostra, tenuto dal Decano della Facoltà Prof. Armen Sardarov, e dall'ideatrice della mostra stessa, Donata Pizzi, al fine di un coinvolgimento più ampio degli studenti, verso i quali si dirige principalmente la politica di dialogo dell'Unione Europea, e che, come in passato, mostrano un'inclinazione naturale verso eventi legati alla promozione della lingua e della cultura italiana anche in connessone con l'esperienza della cooperazione umanitaria. La mostra, che giunge a Minsk da Mosca attraverso una felice circuitazione con quell'Istituto Italiano di Cultura, resterà in esposizione presso la Biblioteca Nazionale di Minsk fino al prossimo 4 aprile, e sarà quindi esposta a Brest (regione del Sud/Ovest del Paese al confine con la Polonia), ove risiedono diversi bielorussi già inseriti in programmi di risanamento terapeutico nonchè luogo di alcuni insediamenti economici italiani.
http://www.ambminsk.esteri.it/

venerdì 7 marzo 2008

BUCAREST - Figura e opera di Stefano Pirandello

L'Istituto Italiano di Cultura di Bucarest ha dedicato lunedì 3 marzo una serata alla figura e all'opera di Stefano Pirandello (1895-1972), figlio del Premio Nobel Luigi, anch'egli drammaturgo, scrittore e giornalista. L'editore Bompiani ha recentemente pubblicato per la prima volta Tutto il teatro di Stefano Pirandello. I tre volumi di 1500 pagine complessive sono stati curati da Sarah Zappulla Muscarà, ordinaria di Letteratura Italiana all'Università di Catania, e da Enzo Zappulla, presidente dell'Istituto per la Storia del Teatro Siciliano. I due curatori sono intervenuti di fronte al folto pubblico romeno, tradizionalmente attento alle tematiche teatrali, ed hanno messo a fuoco il complesso, difficile rapporto che legò tutti i componenti della famiglia Pirandello, in particolare quello fra Luigi e il figlio Stefano. Segretario, amministratore, collaboratore del padre, Stefano, a differenza di Fausto che scelse di fare il pittore, fu un drammaturgo di rilievo, a torto obliato, avendo egli fatto prima ricorso a uno pseudonimo (Stefano Landi) e poi rinunciato a fare rappresentare e pubblicare la sua opera dopo la delusione del mancato successo di Sacrilegio massimo, messo in scena nel 1953, con la regia di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano. Ora l'opera di Stefano Pirandello sta riscuotendo un notevole successo di critica per la modernità e complessità dei temi e per il forte tasso autobiografico che aiuta anche a meglio comprendere l'ardua e sfuggente opera del padre Luigi. La serata è stata accompagnata dalla lettura di brani dell'epistolario di Stefano Pirandello e delle sue opere, affidata alla sapiente, incisiva e apprezzatissima interpretazione di tre attori del Teatro Stabile di Catania: Domenico Gennaro, Pasquale Platania e Bruno Torrisi.