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mercoledì 5 dicembre 2007

SINGAPORE - Italian Genius Now

Alla presenza di un numeroso pubblico si e' aperta il 29 novembre scorso, presso la Gallery Emily Hill, la mostra di arte contemporanea e design "Italian Genius Now", nell'ambito della seconda edizione del Singapore Design Festival. La mostra rimarra' aperta al pubblico sino al 9 novembre. Ospite d'onore della serata era il Dr. Balaji Sadasivan, Senior Minister of State, Ministry of Information, Communications and the Arts and Ministry of Foreign Affairs, mentre il Singapore Design Council era rappresentato dal Dott. Milton Tan ed il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dal Dott. Sergio La Porta. Durante il suo intervento di apertura, l'Ambasciatore d'Italia ha ripercorso le tappe di questa proficua collaborazione tra l'Ambasciata d'Italia e il Singapore Design Council, lodando l'impegno organizzativo che entrambe le parti hanno profuso nella realizzazione dell'evento ed esprimendo la sua soddisfazione per aver portato a Singapore una tale testimonianza di arte e design. Nel suo saluto il Senior Minister of State, Dr. Balaji Sadasivan, si e' vivamente congratulato ed ha espresso la sua riconoscenza nei confronti delle istituzioni italiane impegnate nell'organizzazione della mostra, sottolineando come questa rappresenti una grande occasione di arricchimento per la scena del design locale. Il Ministro ha ricordato come storicamente l'Italia abbia svolto un ruolo fondamentale nella creazione delle icone dell'arte, e quanto la cultura universale debba a figure geniali come Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Questa vocazione creativa permane tuttora, e l'Italia continua a manifestare una vitale spinta innovativa che rappresenta un continuo stimolo alla crescita nel campo dell'arte e del design. Il dott. Milton Tan ha sottolineato la particolare importanza della mostra "Italian Genius" all'interno del Singapore Design Festival, che non si limita solo ad illustrare lo straordinario panorama dell'arte e del design contemporanei in Italia, ma vuole fotografare la correlazione fra l'arte e il design, fenomeno tipico della scena italiana, tra queste due forme di espressione della modernita'. L'augurio del dott. Tan e' che l'esperienza di questa mostra rappresenti uno stimolo e una ispirazione per la giovane ma fervida "cultura del design" a Singapore. Il dott. Sergio La Porta, infine, dopo un'introduzione che ha inteso mostrare in prospettiva diacronica l'interrelazione tra arte e design in Italia, ha sottolineato le similitudini esistenti tra Prato, sede del museo Pecci, e Singapore: sono questi, infatti, luoghi di incontro e scambio culturale, i cui tessuti sociali sono compositi, formati, tra gli altri, da cittadini di origine malese, cinese e indiana. E' stata una serata decisamente riuscita per la diffusa partecipazione all'evento, e per il calore con cui questa iniziativa e' stata salutata non solo dalla comunita' italiana e dal pubblico singaporeano, ma pure dai media. L'emittente locale Media Corp TV ha infatti dato la dovuta risonanza all'evento, e una delegazione internazionale di giornalisti ha partecipato con vivo interesse all'inaugurazione, cosi' da assicurare notevole visibilita' a questa ampia prospettiva su di una delle eccellenze della contemporaneita' artistica italiana.
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LOS ANGELES - Incontro con Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina

Giovedi' scorso (29 novembre) presso l'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles si e' tenuta una conferenza del professor Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975 che risiede ormai da tempo a San Diego, dove e' stato per molti anni ricercatore e poi Presidente del prestigioso "Salk Institute for Biological Studies" (centro di eccellenza per la ricerca in quel settore). Al termine della conferenza, alla presenza di un folto pubblico tra cui figuravano numerosi esponenti del mondo accademico e della ricerca della California del Sud (tra i quali, ad esempio, il Professor David Baltimore, docente di biologia presso il California Institute of Technology, anch'egli premio Nobel per la medicina nello stesso anno del Prof. Dulbecco, nonche' suo allievo al citato Salk Institute), il Console Generale Nicola Faganello e il Direttore dell'Istituto di Cultura Francesca Valente hanno conferito al Prof. Dulbecco il "Lifetime Achievement Award" e cioe' il riconoscimento alla carriera destinato a personalita' che rappresentino l'eccellenza italiana nei vari settori della cultura istituito nel 2005 dall'Istituto Italiano di Cultura. Con la cerimonia di giovedi' scorso il "Lifetime Achievement Award", che era stato finora ricevuto da prestigiose personalita' italiane del mondo del cinema (Claudia Cardinale, Mario Monicelli e Vittorio Storaro) del design (Sergio Pininfarina, Lella e Massimo Vignelli) della musica (Renato Bruson, Ennio Morricone) della letteratura (Claudio Magris), del teatro (Ferruccio Soleri) e dell'arte (Giuliano Gori) e' stato consegnato, per la prima volta, anche ad un eccezionale rappresentate del mondo della ricerca e della scienza quale il Prof. Dulbecco. Dulbecco, che (con le sue scoperte in materia di interazioni tra virus tumorali e materiale genetico della cellula) ha fornito un contributo essenziale alla ricerca e alla comprensione delle origini del cancro, oltre a mantenere stretti legami professionali e personali con l'Italia (egli collabora ancora oggi seppur a distanza - con l'Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Milano), ha sviluppato un forte radicamento umano e professionale negli stati Uniti ed in particolare con la California del Sud (e con le rilevantissime istituzioni accademiche e di ricerca qui presenti). La conferenza ha offerto un'ottima occasione per una presentazione dell'ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) da parte del Professor Peccei, che ha illustrato alla numerosa e prestigiosa platea presente la genesi, le peculiarita' e le finalita' di quell'organizzazione non profit che e' destinata a raccogliere e promuovere l'interazione tra gli italiani che si dedicano ad attivita' di ricerca e sviluppo presso Istituzioni nordamericane nei vari campi delle scienze e a favorire gli scambi e la cooperazione di questi ultimi con gli interlocutori italiani del mondo accademico, della ricerca e dell'impresa.
Oltre al Professor Dulbecco - tra i vincitori di premi Nobel che sono affiliati a Istituzioni californiane figura anche lo scienziato di origini italiane Louis Ignarro, premio Nobel per la medicina nel 1998 (nato nel 1941 a Brooklyn da genitori napoletani). Anche il Prof. Ignarro (che ha ottenuto il Nobel per l'eccezionale contributo fornito all'avanzamento della scienza cardiovascolare tramite gli importantissimi studi effettuati presso la Scuola di Medicina di UCLA, dove insegna tutt'ora farmacologia) mi ha confermato il suo pieno sostegno all'ISSNAF.
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LA VALLETTA - Garibaldi a Malta

A conclusione delle celebrazioni per il Bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, nell'intero pomeriggio del 23 novembre scorso presso l'IIC, alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia Trabalza, si e' svolta la Giornata di studi sul tema Garibaldi e il Risorgimento, organizzata dall'Istituto di Cultura, in collaborazione con l'Universita' di Malta e coordinata dal Prof. Henry Frendo del medesimo ateneo. Nell'ordine si sono succeduti i relatori: Prof. Sergio La Salvia, Ordinario all'Universita' Roma Tre e Segretario nazionale dell'Istituto per gli studi sul Risorgimento, con l'intervento 'Garibaldi e la lotta politica nella crisi degli anni 1859-1861'; Dott. Domenico Bellato, Primo Segretario presso la nostra Ambasciata, che ha parlato di 'Garibaldi nel pensiero politico europeo' e Prof. Guido de Marco, Presidente Emerito che, in un ampio quadro storico-politico ha sviluppato il tema 'Garibaldi simbolo irrequieto dell'Unificazione dell'Italia'. Ai suddetti interventi sono seguite tre sintetiche comunicazioni di studiosi locali che hanno trattato della figura di Garibaldi nella letteratura; della diversa percezione degli ideali garibaldini nell'ambiente maltese dell'epoca; di possibili contatti, al momento ancora oggetto di ricerca di prove documentali, tra Garibaldi ed ambienti della finanza maltese di quegli anni. A chiusura dei lavori il Prof. H. Frendo ha parlato dell'eredita' di Garibaldi nel pensiero politico post-risorgimentale a Malta. L'interesse dei maltesi per uno dei piu' popolari protagonisti del Risorgimento italiano e' stato ulteriormente confermato dall'ottima partecipazione di pubblico, non solo specializzato, tra cui non pochi giovani. Questa attivita' ha fatto seguito alle precedenti iniziative gia' realizzate dall'Ambasciatore Trabalza con la collaborazione dell'Istituto. Nella mattinata del 23 novembre, presso l'Universita' di Malta, si e' svolto un seminario sul tema 'Garibaldi e il mondo del lavoro', organizzato dalla Facolta' di Lettere e dall'Istituto per il Mediterraneo in collaborazione con la locale Unione Generale Lavoratori e la Fondazione italiana Di Vittorio.
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martedì 4 dicembre 2007

VILNIUS - Di luce in luce

Il 3 dicembre si è chiusa la mostra "Di luce in luce", ospitata presso i locali, opportunamente ristrutturati, della stazione ferroviaria di Vilnius. L'evento, ideato dal prof. Paolo Di Trapani, titolare di una cattedra "Marie Curie" presso l'Università di Vilnius, è stato realizzato con il sostegno dell'Istituto di Cultura e dell'Ambasciata. Si è trattato di una vera e propria "messa in scena" della scienza, che ha proposto al grande pubblico una riflessione originale sul fenomeno "luce" e sulle sue manifestazioni scientifiche e artistiche. Conoscere la natura della luce significa prendere coscienza di uno degli elementi essenziali che accompagna tutto il nostro ciclo vitale; è stato questo il tema di fondo della mostra/spettacolo, che ha richiamato circa 20.000 spettatori da tutta la Lituania, tra cui molti studenti delle scuole primarie e secondarie. Il percorso che i visitatori hanno seguito si è articolato in sei stanze "tematiche", di cui l'ultima dedicata all'esperienza che gli artisti di epoche e paesi diversi hanno dato della luce attraverso le loro opere. Il successo dell'evento e l'eco che ha provocato sulla stampa e sui media locali dimostrano il grande interesse della Lituania verso le iniziative promosse dall'Italia e le nuove modalità in cui esse possono essere veicolate. La mostra "Di luce in luce" ha inteso provocare nel pubblico una capacità critica sulla scienza e sui suoi rapporti con la vita, offrendo gli strumenti adatti a questo tipo di riflessione. L'impatto dell'evento è stato inoltre enfatizzato dal contesto logistico inusuale in cui è stato presentato: cioè i locali della stazione ferroviaria, situati un una zona piuttosto emarginata della città, recuperati e proposti come sede privilegiata di una manifestazione culturale di così vasto respiro.
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RIO DE JANEIRO - Stefano Bollani suona in una favela

Una difficile scommessa vinta con emozione. In controtendenza con la politica culturale piu' seguita a Rio de Janeiro, certamente valida, che aspira a far uscire il milione e mezzo di abitanti svantaggiati delle 750 favelas che punteggiano a macchia di leopardo la geografia urbana per portarli ad assistere agli eventi culturali nei templi consacrati della citta', l'Istituto di Cultura di Rio de Janeiro ha voluto dimostare che si puo' fare anche il contrario, portare cioe' gli abitanti della citta' all'interno di una favela per godersi un concerto, proprio la' dove nessuno vuole entrare per l'anomia e l'insicurezza che vi regnano. E non un concerto qualsiasi: la sera di sabato 1 dicembre Stefano Bollani, uno dei maggiori interpreti del piano jazz italiano, consacrato come migliore pianista europeo nel 2007, si e' presentato sul palco, allestito tra mille difficolta' nello spazio sociale ai piedi della favela di Peireira da Silva, accompagnato da cinque strumentisti brasiliani di assoluto livello, per offrire un elegante e impeccabile concerto di jazz. L'intrigante fraseggio e la garbata ironia di Bollani si sono avvalsi della complicita' di musicisti che accompagnano star locali come Caetano Veloso e Gal Costa per ripercorrere, riarrangiate, molte arie e temi cari alla tradizione brasiliana. E ad ascoltarlo, con sorpresa di tutti, c'erano anche molte persone venute dalla citta', osservate con curiosita' dagli abitanti della comunita', che comunque hanno contributo a che tutto si svolgesse senza il minimo incidente o problema. E' stato bello vedere i giovani di questa comunita' tenere tra le mani, al posto di rivoltelle e kalashnikov troppo spesso esibiti in altre zone della citta', macchine fotografiche e cineprese legate ad un progetto di televisione comunitaria. La scelta della comunita' popolarmente conosciuta come Pereirao - comunita' e' termine politicamente piu' corretto di favela - dipende dal fatto che proprio da qui sono partiti i ragazzi che nell'ultima Biennale d'arte di Venezia hanno montato all'aperto il Morrinho Project, un'installazione replica di quella spontanea sorta per gioco nella parte piu' alta dell`agglomerato di case abusive. Ogni mattone sottratto alla costruzione delle abitazioni di fortuna dei padri, e' stato trasformato dai ragazzi in una casa colorata sino a ricostruire cosi' una favela in miniatura, articolata e credibile, con la messa in scena di tutti i problemi della lotta quotidiana per sopravvivere. La Fondazione Umbria Jazz, grande sponsor del concerto, ha voluto creare un ideale ponte culturale tra Italia e Brasile, inserendo questa stimolante provocazione culturale nell'ambito del programma pluriennale di cooperazione decentrata della Regione Umbria, affidandola al linguaggio universale della musica, condiviso in ogni parte del mondo. L'iniziativa e' stata appoggiata dalla Presidenza della Repubblica brasiliana, dalla Caixa Federal e dalle Fenae brasiliana. Il concerto e' stato ripreso da operatori del TG3 italiano e della CNN International per il Sudamerica. Il pubblico ha applaudito a lungo non solo i musicisti, ma anche quanto e' stato detto durante la presentazione: episodi cosi', se non restano isolati, possono contribuire all'inclusione sociale di chi, emarginato, non ha opportunita' di riscatto e forse anche alla riduzione della violenza in luoghi dove purtroppo la vita umana ha poco valore.

SALONICCO - Condoianni, un ponte tra Italia e Grecia

Lunedi' 3 dicembre 2007, alle ore 20.00, presso la Sala esposizioni "Alberto Savinio" di questo IIC si e' inaugurata, alla presenza della famiglia dell'artista, la mostra "Intersezioni culturali: Costantino Condoianni (1926-200) Un ponte fra l'Italia e la Grecia", interamente sponsorizzata. Con questa esposizione l'Istituto ha voluto rendere omaggio ad un importante pittore greco del 900 vissuto tra l'Ellade e la Toscana, un maestro che alla figura umana ha dedicato la parte piu' significativa del suo percorso d'autore. La mostra e' stata apprezzata da un pubblico numeroso ed entusiasta che ha potuto ammirare le opere piu' rappresentative del pittore, provenienti da varie collezioni private e realizzate dall'artista durante i suoi lunghi soggiorni in Italia e in Grecia. Presenti all'inaugurazione anche numerose personalita' fra cui il Console Onorario d'Italia a Salonicco, Christos Sarandopoulos, il pittore Athanasios Bakogiorgos, il giornalista Theodoros Ioannidis. I mezzi di comunicazione di massa hanno dato ampio risalto all'evento.

BRUXELLES - MAXXI al CIVA, il progetto Hadid

Si e' inaugurata a Bruxelles il 29 novembre presso la sede del CIVA (Centre international pour la ville, l'architecture et le paysage), alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia, Sandro Maria Siggia, la mostra "MAXXI MUSEE ROME ZAHA HADID ARCHITECTS". Nel corso della sua introduzione, l'Ambasciatore non ha mancato di sottolineare il rilievo internazionale dell'esposizione, frutto dell'intesa che e' intercorsa ormai da lunghi mesi tra il CIVA (massimo istituto di ricerca e di documentazione della Comunita' francofona nel settore dell'architettura, dell'urbanistica e della tutela del paesaggio) e la DARC del MBCA, e che ha avuto quale principale obiettivo la presentazione al pubblico del nuovo polo museale romano per le arti del XXI secolo, MAXXI, ossia la prima istituzione italiana destinata a valorizzare la cultura contemporanea nel settore delle arti visive nelle loro piu' varie declinazioni. Il nuovo ambizioso e spettacolare edificio, la cui inaugurazione e' prevista per il 2008, e' il risultato di un concorso internazionale vinto dal celebre architetto anglo-irakeno Zaha Hadid e viene efficacemente illustrato, nell'allestimento della mostra, da un confronto serrato con i progetti degli altri partecipanti selezionati, tutti nomi di grande rilievo internazionale. Sorge nello storico quartiere Flaminio, immediatamente al di fuori della cerchia aureliana e presso l'asse di ingresso alla citta' eterna dall'Europa, nel cuore di un tessuto edilizio che vanta, accanto a stratificazioni di millenni come sempre accade a Roma, non poche presenze architettoniche contemporanee (Palazzetto dello Sport, Villaggio Olimpico, Parco della Musica, ecc). L'inaugurazione della mostra, cui l'Istituto Italiano di Cultura ha offerto il suo sostegno organizzativo, ha richiamato una larga affluenza di pubblico non solo specializzato ed e' stata preceduta da una conferenza stampa in cui l'architetto Pio Baldi, direttore generale della DARC, ha illustrato i criteri della scelta del progetto Hadid, la cui morfologia e' parsa piu' capace di integrarsi nel tessuto urbano e piu' creativa quanto alla soluzione architettonica proposta.
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